martedì 27 dicembre 2016

Posa lo scotch

Amico mio.
Non è che non avesse ragione quella santa donna di Manuela, coi suoi centrini e la sua fascia viola, quando spiegava che nella vita 'si deve sempre tendere a', anche se non ci si riesce. Continuare, continuare e continuare ancora per una buona causa. Che se si tenterá con tutte le forze, infine l'obiettivo verrá raggiunto. Così, proprio come la pensa Rita.
Non è che la filosofia non funzioni. Ma se non c'è obiettivo, inutile intraprendere il cammino. Perchè lo scotch per appiccicarsi ha bisogno di un muro. Ma il muro non l'abbiamo.
Stupidamente io tento di far aderire in aria  lo scotch, riprovo con un altro pezzetto, mi incaponisco, pasticcio, mi si appiccica alle dita, impreco contro una parete che c'era quando ero bambina, ma che ora non c'è più. Urlo: l'ho vista! C'era! ci deve ancora essere! E non c'è nulla. E tu stai lì a immaginare la parete, a colorarla e scrivervi romanzi col pensiero, a far poesia visiva. Che 'anche se non ci posso attaccare lo scotch, intanto, colorerò l'aria'. Mentre io mi affanno e mi rendo ridicola, tu sei lì seduto e silenzioso, che guardi lo stesso vuoto. Amico mio, non sappiamo proprio dov'è che si lascia questo rotolo di scotch che ci ritroviamo in mano.

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